di Mr.Stramy
Sono figlio di un ferroviere. Sono figlio di un calciofilo.
Credo davvero che il lavoro e la passione di mio padre abbiano fortemente inciso sulla mia vita. In modo ribelle e in modo passionale. Il primo poiché come ogni padre che si rispetti, una volta capito che le scuole grosse non sono proprio nell’indole del proprio figlio, desidererebbe per il proprio erede un lavoro simile e tranquillo al proprio. Dopo scontri, lotte, conflitti, dispute, polemiche, battaglie e qualche concorso pubblico giusto per farlo contento, mio padre ha avuto la sua Waterloo e da quando avevo 24 anni sono un lavoratore indipendente. Mi rendo però conto di essere fortemente “controllato” da una forza invisibile che si chiama ferrovia. Sono cresciuto da zero a sedici anni con la finestra della cucina affacciata sui binari, a cento metri dalla galleria del Frejus, a cinque dal binario che collega Torino a Parigi, li dove domani vogliono far passare la Tav. Quel binario che alle 13.30 o alle 19.30 portava mio padre a lavorare in Francia a Modane, quando io e mio fratello, incitati da mia madre, correvamo alla finestra per poterlo salutare, scuotendo la manina anche se a volte non riuscivi a vederlo. “L’ho visto, l’ho visto….” . Con quel binario ho un rapporto particolare, speciale, confidenziale. Riusciva a custodire il pallone che volava oltre la staccionata come un fratello maggiore, lo abbracciava nel suo acciaio finché papà non rientrava, scavalcava e lo andava a recuperare. E finché anche io non sono riuscito a scavalcare la prima volta: pochi attimi fugaci, veloci ma veri, prima di tornare in strada.
Riesco ancora a sentire un treno qualche minuto prima che arrivi, da lontano. Si sentiva la casa leggermente vibrare, per me un cullare, per gli ospiti da Foggia ogni volta un terremoto. Gli unici conflitti con il treno li avevamo quando vedevamo un film. Telecomando fisso in mano pronti ad alzare il volume per poi riabbassarlo una volta transitato. “Eccheccazz, non si è capito niente. Che ha ditt?”
Avanti RAI3/Dopo RAI3.
Per anni a casa, o meglio nel mio paese, il terzo canale non arrivava. Papà si “prendeva veleno” perché non poteva vedere il Processo. Se lo gustava solo quando venivamo a Foggia, in via Borrelli, lui e mio zio seduti intorno al tavolo in cucina e le donne a cucinare, in religioso silenzio. Oggi posso dire che l’arrivo del nuovo canale ha davvero condizionato quello che sarebbe stato il mio futuro. Il lunedì, quando papà faceva il pomeriggio, avevo il compito di vedere il Foggia a “C siamo”: il mio punto di non ritorno, il colpo di fulmine, le farfalle nello stomaco. Che sia dannata quella trasmissione!
E allora cresci e la formazione continua. Ricordo cene a casa di Enrico, famiglia di romanisti. Noi bambini a giocare e i grandi a vedere la partita, rimproveri e l’ordine di stare zitti e seduti a guardar la partita con loro. Ricordo anche le cene che organizzava mio padre alle quali invitava i suoi colleghi scapoloni. Qualche calabrese, qualche napoletano, qualche pugliese. Venivano a casa a veder le partite e coglievano l’occasione per mangiare qualcosa di buono cucinato da una donna e non, probabilmente, il solito pranzo triste da single. Ricordo abbastanza bene Olindo, siciliano tifoso del Milan, secco secco, stempiato e col pizzetto. Chissà dove sarà oggi Olindo?
In tutto quest’ambiente, come fai a non diventare tifoso??? Giuro che mio figlio avrà lo stesso trattamento.
Ognuno ha il proprio passato, i propri ricordi, e guai a buttarli via, ad accantonarli. Sono i tuoi e di nessun altro. Guai a metterli da parte. Non si possono neanche condividere, difficilmente possono regalare emozione, le stesse emozione che proviamo noi.
Per me il Foggia non ha mai vinto 3 a 2 contro l’Inter del Mago. O meglio, può anche aver vinto, ma non mi fa emozionare. Per me Nocera, Zeus o Giulio Cesare sono la stessa cosa. Mi rendo conto di quanto mio padre abbia voluto trasferirmi quell’emozione, scavalcare con la bici e guardarsi quella partita, ma ahimè non è riuscito a farla mia. Ci ho provato più volte a sentire mia quella partita, ma non ci sono mai riuscito. Mazzola o Rivera? “Efess…Golden Boy” Perché? Perché anch’io non riesco a schierami vedendo le vecchie immagini???
Temo. Temo di non riuscire a trasferire a mio figlio la poesia di Baggio, mio grande ispiratore. Temo che quando gli racconterò del gol alla Nigeria lui penserà che è roba vecchia. Temo che non riuscirà a disprezzare quanto me Ulivieri per averlo tenuto in panchina contro la Juve. “…ah da quando Baggio non gioca più, non è più domenica…” Temo che vedrà Maradona come io ho sempre visto Pelè. Maradona o Pelè? È chiaro che io risponderò sempre Maradona, solo perché Diego l’ho vissuto.
Il nuovo sul vecchio. Roma, Napoli, Torino. Questi progetti “Grandi Stazioni” non riesco a mandarli giù. Sono fredde, distaccate dal viaggiatore. I bar della casa, dove chiaramente quello di Torino era ben diverso da quello di Napoli, oggi sono diventati uguali. Gli è stato preso il posto da catene del Food & Beverage con tanto di gigantografia di cornetti, caffè e spremute e menù a 2.99 Euro. A Torino non ci son più le fontanine, quelle dove papà ci prendeva in braccio per farci bere e dove riempiva l’acqua prima che l’espresso 900 di 14 carrozze partisse per Foggia alle 20.50.
Sono spariti i vecchi tabelloni, quelli neri con le scritte in bianco con le lettere divisi in due parti. Quello che quando cambiava faceva “ta ta ta ta ta ta ta ta ta ta ta”, partendo velocemente per finir piano piano, per cambiare l’ultima lettera che faceva diventare un Brindise in Brindisi, un Crotona in Crotone o un Triesto in Trieste. A Foggia nell’atrio centrale era posto sulle biglietterie, in tutta la sua maestosità. Quando cambiava il rumore ti faceva girare e lo guardavi anche se eri disinteressato. Oggi sono stati tutti sostituiti con tabelloni elettronici luminosi in doppia lingua. Non esistono più neanche le campanelle che nelle piccole stazioni, nei piccoli paesi, indicavano l’arrivo del treno. La campanella sostituita da due lucine che lampeggiano ad intermittenza.
Cosa racconterò a mio figlio? Vorrei che ci fosse lo stesso passaggio di consegne che c’è stato fra me e mio padre. L’odore dei treni, quello interno, di viaggiatori, di esperienze, di problemi, di quotidianità, e quello esterno, di ferraglia, di freni che stridono, del calore del locomotore, dell’aria condizionata che funziona male. Nocera, Favalli, Rinaldi, Bettoni prima, contro Tedesco, Seno, Shalimov, De Zerbi, Costanzo, Di Biagio dopo. Contro? Al cospetto di chi mi troverò quando mio figlio rivivrà quello che abbiamo vissuto io e mio padre?
Credo di essermi accorto che i ricordi sono i nostri, le passioni però possono essere trasferite…
Ieri hanno iniziato ad abbattere quella che era la mia scuola superiore. Non importa se fosse un edificio fatiscente, vecchio, “un posto ormai per drogati”, era la mia scuola. Li c’erano altri miei ricordi. Ora non c’è più.
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25/08/11
03/09/08
Allo stadio con l'infradito
di Mr.Stramy
L’ha già detto Lob2, domenica mattina gli ho inviato un sms in cui mi dichiaravo emozionato, ma al tempo stesso pronto alla contestazione. Lob 1 e 2 in casa con il Barletta non c’erano, beati loro. Perdere per me significherebbe la seconda sconfitta consecutiva. Provo a convicermi che in campionato è diverso, in fondo son passati 20 giorni e la squadra avrà sicuramente assimilato meglio gli schemi del mister. La domenica mattina è sempre stata bella, quando giochi in casa lo è ancor di più, alla prima poi non ne parliamo proprio. E’ come portar un bambino alle giostre e dirgli “Va a papà ci vediamo quando sei stanco”. Colazione, biglietti delle scommesse, Cocozza e pranzo veloce.
Fatal Cremona. E’ li che ci siamo lasciati. Al post di Lob1. Credo uno dei pezzi più belli che io abbia mai letto (si, leggo molto poco), che mette i brividi e se trattieni le lacrime lo fai solo per autoconvincerti che un altro anno di C1 alla fine non sia poi così catastrofico. Un articolo che è un’opera d’arte, potrebbero metterlo a Firenze agli Uffizi. Per rimanere in tema, quindi calcisticamente parlando, è una perla tipo il gol di Baggio nel Brescia al Delle Alpi contro i gobbi.. Sono stato anche a Paternò in finale, però non so, quella sconfitta bruciò di meno, forse perché durante la partita non si aveva mai avuto il presentimento di poterla vincere. Oggi si ricomincia ma onestamente, con che stato d’animo? Mi sembra che le squadre allo Zini debbano ancora rientrare dagli spogliatoi porca Juve.
“Ma che vai allo stadio con l’infradito? Se ti pestano i piedi dopo il gol?” Sono state le domande che mi ha fatto mio fratello mentre lui si sedeva a tavola ed io scendevo sciarpetta in vita. Ecco, si vede che mio fratello non va allo stadio da parecchio tempo. O meglio l’ultima non fa conto visto che è stata una negli ultimi 10 anni e non a caso quella dello scorso anno contro l’Avellino. Poveretto, se l’è rovinata pure. Tutti gli amici quando lo vedevano gli chiedevano o urlavano se avesse una cartina. “Oh hai una cartina?” “Oh vieni a fumare” “Oh, che mo sei diventato un bravo ragazzo?” Nessuno dei suoi presunti amici è riuscito a cogliere le smorfie di mio fratello. Lui avrebbe anche fumato, ma non davanti a papà…
Infradito quindi, stile scampagnata, stile “pasquetta”. Come quando mia madre mi chiede di andar giù a comprare il pane. In sfida alla squadra. Sento che devo esser conquistato. Mi è quasi dovuto. Io ho già dato, adesso tocca a voi. O forse è un’altra cavolata. Quei colori potrebbero chiedermi qualunque cosa….
Prima che gli Uffizi ci chiedono l’opera d’arte, se ancora non l’avete letta:
L’ha già detto Lob2, domenica mattina gli ho inviato un sms in cui mi dichiaravo emozionato, ma al tempo stesso pronto alla contestazione. Lob 1 e 2 in casa con il Barletta non c’erano, beati loro. Perdere per me significherebbe la seconda sconfitta consecutiva. Provo a convicermi che in campionato è diverso, in fondo son passati 20 giorni e la squadra avrà sicuramente assimilato meglio gli schemi del mister. La domenica mattina è sempre stata bella, quando giochi in casa lo è ancor di più, alla prima poi non ne parliamo proprio. E’ come portar un bambino alle giostre e dirgli “Va a papà ci vediamo quando sei stanco”. Colazione, biglietti delle scommesse, Cocozza e pranzo veloce.
Fatal Cremona. E’ li che ci siamo lasciati. Al post di Lob1. Credo uno dei pezzi più belli che io abbia mai letto (si, leggo molto poco), che mette i brividi e se trattieni le lacrime lo fai solo per autoconvincerti che un altro anno di C1 alla fine non sia poi così catastrofico. Un articolo che è un’opera d’arte, potrebbero metterlo a Firenze agli Uffizi. Per rimanere in tema, quindi calcisticamente parlando, è una perla tipo il gol di Baggio nel Brescia al Delle Alpi contro i gobbi.. Sono stato anche a Paternò in finale, però non so, quella sconfitta bruciò di meno, forse perché durante la partita non si aveva mai avuto il presentimento di poterla vincere. Oggi si ricomincia ma onestamente, con che stato d’animo? Mi sembra che le squadre allo Zini debbano ancora rientrare dagli spogliatoi porca Juve.
“Ma che vai allo stadio con l’infradito? Se ti pestano i piedi dopo il gol?” Sono state le domande che mi ha fatto mio fratello mentre lui si sedeva a tavola ed io scendevo sciarpetta in vita. Ecco, si vede che mio fratello non va allo stadio da parecchio tempo. O meglio l’ultima non fa conto visto che è stata una negli ultimi 10 anni e non a caso quella dello scorso anno contro l’Avellino. Poveretto, se l’è rovinata pure. Tutti gli amici quando lo vedevano gli chiedevano o urlavano se avesse una cartina. “Oh hai una cartina?” “Oh vieni a fumare” “Oh, che mo sei diventato un bravo ragazzo?” Nessuno dei suoi presunti amici è riuscito a cogliere le smorfie di mio fratello. Lui avrebbe anche fumato, ma non davanti a papà…
Infradito quindi, stile scampagnata, stile “pasquetta”. Come quando mia madre mi chiede di andar giù a comprare il pane. In sfida alla squadra. Sento che devo esser conquistato. Mi è quasi dovuto. Io ho già dato, adesso tocca a voi. O forse è un’altra cavolata. Quei colori potrebbero chiedermi qualunque cosa….
Prima che gli Uffizi ci chiedono l’opera d’arte, se ancora non l’avete letta:
28/06/08
Coming out
di MrSTRAmy
Sono ETERO. E lo dico con rammararico. Non vorrei esserlo. Vorrei essere BI… , insomma quella parola li, avete capito no? Diciamo DOPPIO GUSTO. Oggi è di moda. O forse lo è sempre stato,non lo so. Vorrei fare come fanno in molti. Ormai in tanti neanche si nascondo più. Io in verità non lo farei. Non avrei il coraggio, la faccia di uscire e gridarlo. Quantomeno mi nasconderei e vivrei la cosa nel mio intimo, nel mio privato. Cosa penserebbe chi mi conosce e sa come l’ho sempre pensata a tal riguardo? Le persone con le quali ho condiviso tanto, quelle che mi vogliono bene. E la mia ragazza? Lei cosa dovrebbe pensare? Suo padre? No, non voglio neanche immaginarlo! Vivrei la cosa chiuso in me se stesso, senza troppi manifesti. Sinceramente non so come fanno quelli che lo rivelano! Io sono “monogusto e monosport”!
Sono ETEROSQUADRA. E lo dico con rammarico. Non vorrei esserlo. Vorrei essere BITIFOSO, insomma, questa è la parola! Diciamo DOPPIA SQUADRA. Oggi è di moda. O forse lo è sempre stato, non lo so. Vorrei fare come fanno in molti. “Sei tifoso del?” – E ti rispondo Milan, Juve, Inter o Roma come succede da qualche anno. E poi ti chiedono: “E TU?” Ed io fiero fiero rispondo “FOGGIA”. E loro ancora: ”AH VA BEH, ANCHE IO TIFO PER IL FOGGIA CHE C’ENTRA. QUANDO ERAVAMO IN A ANDAVO ANCHE ALLO STADIO!” Ed io nella mia mente “MA VAI A FARE IN CULO COGLIONE!”. Ormai in tanti neanche si nascondo più. Tranquillamente ascoltano le partite di A nelle cuffie in curva o continuano a chiedere in continuazione al vicino i vari risultati. Altri portano la sciarpetta allo stadio. Altri ancora preferiscono il satellite anche se il Foggia gioca in casa. E poi ci sono quelli che se il giro per la città con le sciarpe ed i clacson sono anni che non si può fare (PORCA PUTTANA n.d.S – nota di Stramy) loro comunque lo fanno almeno un anno si e l’altro no. Ma con che coraggio dico io? Io in verità non lo farei. Non avrei il coraggio, la faccia di uscire e gridarlo. Quantomeno mi nasconderei e vivrei la cosa nel mio intimo, nel mio privato. Nel senso che leggerei tutte le varie notizie solo soletto davanti al mio Pc, parteciperei a vari forum, allo stadio cercherei di cogliere i risultati fra le varie voci che si rincorrono. Ma tutto in silenzio, senza far capire nulla a nessuno. Cosa penserebbe chi mi conosce e sa come l’ho sempre pensata a tal riguardo? Le persone con le quali ho condiviso tante partite, tanti commenti, tante opinioni. Quanto ho sfottuto i gobbi. Ed oggi, così all’improvviso divento tifoso della Juve. La mia ragazza? Invitai una mia amica e la sua amica “bona” per la trasferta a Benevento nella gestione Giannini. Lei mi ha conosciuto come tifoso del Foggia. Cosa dovrebbe pensare ora? Suo padre? Dopo Cremona le ha chiesto come stessi immaginando il mio cazzo di stato d’animo. C’è una stima pallonara che non mi va di deludere, ma che comunque so per certo che mai verrà delusa! No, non voglio neanche immaginarlo! Vivrei la cosa chiuso in me se stesso, senza troppi manifesti. Sinceramente non so come fanno quelli che lo rivelano! Io, sono “monogusto e monosport”!
Certo però che se fossi stato BITIFOSO…1 gennaio 2005 – Parigi – Tour Eiffel – Ultimo piano – Grata delle promesse d’amore. Da poche ore passata la sbornia dell’ultimo dell’anno, mi imbatto in un gruppo di bianchi caucasici – età 25 -30 anni -altezza media. Sembrano italiani. Procedo all’avvicinamento. Affermativo, sono italiani. Uno di loro indossa scarpetta giallo-blu. Continuo ad avvicinarmi, voglio capire l’appartenenza. Sarà Verona, Parma. Prosieguo l’avvicinamento. 3 metri, 2 metri, 1 metro… in mente ”FE-R-MA…” ad alta voce “FERMANA?” Il caucasico mi sente, indietreggia qualche passo e mi chiede “SI PERCHè, E TU?” Bravo, ed io li ti volevo povero il mio pollo. Ora lo sfraghino ho pensato, “u meng accid” fortuna che la grata eviterà il suicidio, beh, infondo non è colpa sua se è nato a Fermo, comunque voglio dargli la botta lo stesso, anche se io sono superiore e potrei anche non rispondergli, ormai siam qui su, e me l’ha chiesto. Hai sbagliato piccolo, non dovevi farlo. Siamo a 314 m di altezza, in una botta sola e senza prendere l’ascensore o toccare un sol gradino ti farò sprofondare fino a -314 metri. 628 metri in un nano secondo. Avrei voluto chiedergli se fosse pronto alla risposta. Vuoi far finta di niente e continuare ad ammirare il paesaggio? Vuoi chiedermi pietà? Ho atteso qualche secondo e poi l’ho trafitto. “FOGGIA”. Lui, acrobaticamente schiva la mia sciabola, riguadagna i passi, caccia un’arma che non avevo mai visto, come qualcosa di spaziale, a laser se non ricordo male e con l’agilità di una tigre mi ribatte “Ah si? Foggia Fermana 0 a 1 Mengoni”
Avevo dimenticato che due mesi prima, a fine ottobre la Fermana era scesa allo Zaccheria in notturna. Avevo rimosso. Ma la Fermana aveva vinto.
Siete mai stati a Fermo? Prendete la statale e nel giro di 100, massimo 150 metri troverete entrambi i cartelli BENVENUTI A FERMO ed ARRIVEDERCI DA FERMO. E tu a me dovevi dire così? E meh..
Avete mai fatto 628 metri di caduta in un nanosecondo?
Siete mai stati all’ultimo piano della Torre Eiffel? Tranquilli, c’è la grata.
Ultimamente parlavamo di punti bassi giusto?
La prossima volta quando esiterò sarà solo per pensare se dovrò rispondere Juve, Milan o Inter.
Sono ETERO. E lo dico con rammararico. Non vorrei esserlo. Vorrei essere BI… , insomma quella parola li, avete capito no? Diciamo DOPPIO GUSTO. Oggi è di moda. O forse lo è sempre stato,non lo so. Vorrei fare come fanno in molti. Ormai in tanti neanche si nascondo più. Io in verità non lo farei. Non avrei il coraggio, la faccia di uscire e gridarlo. Quantomeno mi nasconderei e vivrei la cosa nel mio intimo, nel mio privato. Cosa penserebbe chi mi conosce e sa come l’ho sempre pensata a tal riguardo? Le persone con le quali ho condiviso tanto, quelle che mi vogliono bene. E la mia ragazza? Lei cosa dovrebbe pensare? Suo padre? No, non voglio neanche immaginarlo! Vivrei la cosa chiuso in me se stesso, senza troppi manifesti. Sinceramente non so come fanno quelli che lo rivelano! Io sono “monogusto e monosport”!
Sono ETEROSQUADRA. E lo dico con rammarico. Non vorrei esserlo. Vorrei essere BITIFOSO, insomma, questa è la parola! Diciamo DOPPIA SQUADRA. Oggi è di moda. O forse lo è sempre stato, non lo so. Vorrei fare come fanno in molti. “Sei tifoso del?” – E ti rispondo Milan, Juve, Inter o Roma come succede da qualche anno. E poi ti chiedono: “E TU?” Ed io fiero fiero rispondo “FOGGIA”. E loro ancora: ”AH VA BEH, ANCHE IO TIFO PER IL FOGGIA CHE C’ENTRA. QUANDO ERAVAMO IN A ANDAVO ANCHE ALLO STADIO!” Ed io nella mia mente “MA VAI A FARE IN CULO COGLIONE!”. Ormai in tanti neanche si nascondo più. Tranquillamente ascoltano le partite di A nelle cuffie in curva o continuano a chiedere in continuazione al vicino i vari risultati. Altri portano la sciarpetta allo stadio. Altri ancora preferiscono il satellite anche se il Foggia gioca in casa. E poi ci sono quelli che se il giro per la città con le sciarpe ed i clacson sono anni che non si può fare (PORCA PUTTANA n.d.S – nota di Stramy) loro comunque lo fanno almeno un anno si e l’altro no. Ma con che coraggio dico io? Io in verità non lo farei. Non avrei il coraggio, la faccia di uscire e gridarlo. Quantomeno mi nasconderei e vivrei la cosa nel mio intimo, nel mio privato. Nel senso che leggerei tutte le varie notizie solo soletto davanti al mio Pc, parteciperei a vari forum, allo stadio cercherei di cogliere i risultati fra le varie voci che si rincorrono. Ma tutto in silenzio, senza far capire nulla a nessuno. Cosa penserebbe chi mi conosce e sa come l’ho sempre pensata a tal riguardo? Le persone con le quali ho condiviso tante partite, tanti commenti, tante opinioni. Quanto ho sfottuto i gobbi. Ed oggi, così all’improvviso divento tifoso della Juve. La mia ragazza? Invitai una mia amica e la sua amica “bona” per la trasferta a Benevento nella gestione Giannini. Lei mi ha conosciuto come tifoso del Foggia. Cosa dovrebbe pensare ora? Suo padre? Dopo Cremona le ha chiesto come stessi immaginando il mio cazzo di stato d’animo. C’è una stima pallonara che non mi va di deludere, ma che comunque so per certo che mai verrà delusa! No, non voglio neanche immaginarlo! Vivrei la cosa chiuso in me se stesso, senza troppi manifesti. Sinceramente non so come fanno quelli che lo rivelano! Io, sono “monogusto e monosport”!
Certo però che se fossi stato BITIFOSO…1 gennaio 2005 – Parigi – Tour Eiffel – Ultimo piano – Grata delle promesse d’amore. Da poche ore passata la sbornia dell’ultimo dell’anno, mi imbatto in un gruppo di bianchi caucasici – età 25 -30 anni -altezza media. Sembrano italiani. Procedo all’avvicinamento. Affermativo, sono italiani. Uno di loro indossa scarpetta giallo-blu. Continuo ad avvicinarmi, voglio capire l’appartenenza. Sarà Verona, Parma. Prosieguo l’avvicinamento. 3 metri, 2 metri, 1 metro… in mente ”FE-R-MA…” ad alta voce “FERMANA?” Il caucasico mi sente, indietreggia qualche passo e mi chiede “SI PERCHè, E TU?” Bravo, ed io li ti volevo povero il mio pollo. Ora lo sfraghino ho pensato, “u meng accid” fortuna che la grata eviterà il suicidio, beh, infondo non è colpa sua se è nato a Fermo, comunque voglio dargli la botta lo stesso, anche se io sono superiore e potrei anche non rispondergli, ormai siam qui su, e me l’ha chiesto. Hai sbagliato piccolo, non dovevi farlo. Siamo a 314 m di altezza, in una botta sola e senza prendere l’ascensore o toccare un sol gradino ti farò sprofondare fino a -314 metri. 628 metri in un nano secondo. Avrei voluto chiedergli se fosse pronto alla risposta. Vuoi far finta di niente e continuare ad ammirare il paesaggio? Vuoi chiedermi pietà? Ho atteso qualche secondo e poi l’ho trafitto. “FOGGIA”. Lui, acrobaticamente schiva la mia sciabola, riguadagna i passi, caccia un’arma che non avevo mai visto, come qualcosa di spaziale, a laser se non ricordo male e con l’agilità di una tigre mi ribatte “Ah si? Foggia Fermana 0 a 1 Mengoni”
Avevo dimenticato che due mesi prima, a fine ottobre la Fermana era scesa allo Zaccheria in notturna. Avevo rimosso. Ma la Fermana aveva vinto.
Siete mai stati a Fermo? Prendete la statale e nel giro di 100, massimo 150 metri troverete entrambi i cartelli BENVENUTI A FERMO ed ARRIVEDERCI DA FERMO. E tu a me dovevi dire così? E meh..
Avete mai fatto 628 metri di caduta in un nanosecondo?
Siete mai stati all’ultimo piano della Torre Eiffel? Tranquilli, c’è la grata.
Ultimamente parlavamo di punti bassi giusto?
La prossima volta quando esiterò sarà solo per pensare se dovrò rispondere Juve, Milan o Inter.
E comunque W gli Eterosquadra... che alla fine anche se non sono BI… se lo prendono in quel posto lo stesso!
23/06/08
Il punto più basso: quarto contributo
di Mr STRAmy
Durante l’inverno, nella maggior parte dei casi si aspetta l’estate. Tutti la vogliono. Tutti vogliono staccare la spina. Tutti non si aspetta altro che mettersi dietro file chilometriche per poter raggiungere Vieste, Peschici, Campomarino o semplicemente Mattinata. Caldo, afa. Si soffre, ma è bello. Sulle spiagge Il Corriere dello Sport o la Gazzetta. Io leggo il primo, e quando lo leggo non voglio esser rotto la minchia, immagino come la maggior parte degli Uomini, si con la U maiuscola. Il calcio ti fa Uomo. Solo se tifi Juve, Milano o Inter non sei Uomo. Per tutte le altre squadre sei veramente un Uomo. Ed io tifo Foggia. Fortunatamente! E sono li sotto l’ombrellone a sognare, nelle ultime pagine, di trovar qualche trafiletto che annunci il colpo del mercato, il botto. Sono anni che cerco una cosa del genere. Mi stanno ancora facendo aspettare, evidentemente tutti vogliono che il botto sia ancora più forte! E così, dopo 30 secondi di lettura sul Foggia, devi per forza di cose leggere i colpi miliardari delle grandi. E sogni come sarebbe stato se la tua squadra del cuore fosse stata un’altra.
Dopo un po’ l’estate stufa. Vuoi che torni tutto come prima. E vuoi il campionato. Ogni anno io e Capacchione facciamo il conto alla rovescia: -89, -88, -87, -86,…. -7, -6. La botta di culo, un po’ d’ossigeno, te lo danno le competizioni internazionali come l’Europeo o il Mondiale e quindi il conto alla rovescia parte da circa 60.
E poi ti attacchi a tutto. Il battito del cuore è lento, si rischia. L’attesa è tremenda. Durante l’estate non si aspetta altro che poter vedere un po’ di verde con un pallone. In quei due mesi ci si attacca a tutto, al Moretti, al Berlusconi, alle varie amichevoli che danno anche in differita su Italia Uno.
Si riparte, siamo retrocessi, siamo in C1, e lo siamo solo di passaggio. Noi siamo il Foggia, questa categoria non ci appartiene. Siamo superiori a tutti e tutto. Non caghiamo niente e nessuno. Ripeto, noi siamo il Foggia, ed i foggiani.
Il tifo scrisse che se Foggia fosse grande quanto Milano allora per i foggiani in trasferta ci vorrebbe un settore ospiti grande quanto “San Siro”.
Le luci dello “Zaccheria” si riaccedono.
C’è da scoprire come ogni fine agosto i volti nuovi. In tenuta gialla il Chievo. Coppa Italia (per i giovanotti la Tim Cup), 1-0 e si va avanti. Non ho una gran memoria per date, allenatori, giocatori e bla bla…ma se non sbaglio doveva essere la stagione ‘98/99. E forse in panchina Mancano. Forse.
Sono pieno di amici Gobbi, che puntualmente ad ogni sconfitta mi fanno la telefonata dal profondo Nord. Uno dei miei migliori amici è interista ed è uno di quelli che si fa sentire sempre. Immaginate per una retrocessione in C. In terza media, la mattina alle 8 ritagliò un articolo della Rosa e me lo portò a scuola: “Shalimov all’Inter” Litigammo. Di brutto.
Il Foggia parte bene. Grande, veloce. 4-3-3. Diciamo che all’epoca ci poteva stare. Oggi no. Oggi voglio un 5 (possibilmente 6)-3-2.
Ricordo tal Volturno, forse uno di quei giocatori del nostro vivaio. Bel giocatore, farà strada. Mancino, partiva da destra, si accentrava e tirava di sinistro. Aveva la botta.
Credò finì 1-1 e passò il Chievo. Ma sugli spalti si era contenti, avevamo giocato bene e poi i veneti erano squadra di categoria superiore.
A fine partita inviai un sms al mio amico interista: “CON UN FOGGIA COSI’ SI TORNA SUBITO IN B!!!”
Volete ancora il mio punto più basso?
Dopo un po’ l’estate stufa. Vuoi che torni tutto come prima. E vuoi il campionato. Ogni anno io e Capacchione facciamo il conto alla rovescia: -89, -88, -87, -86,…. -7, -6. La botta di culo, un po’ d’ossigeno, te lo danno le competizioni internazionali come l’Europeo o il Mondiale e quindi il conto alla rovescia parte da circa 60.
E poi ti attacchi a tutto. Il battito del cuore è lento, si rischia. L’attesa è tremenda. Durante l’estate non si aspetta altro che poter vedere un po’ di verde con un pallone. In quei due mesi ci si attacca a tutto, al Moretti, al Berlusconi, alle varie amichevoli che danno anche in differita su Italia Uno.
Si riparte, siamo retrocessi, siamo in C1, e lo siamo solo di passaggio. Noi siamo il Foggia, questa categoria non ci appartiene. Siamo superiori a tutti e tutto. Non caghiamo niente e nessuno. Ripeto, noi siamo il Foggia, ed i foggiani.
Il tifo scrisse che se Foggia fosse grande quanto Milano allora per i foggiani in trasferta ci vorrebbe un settore ospiti grande quanto “San Siro”.
Le luci dello “Zaccheria” si riaccedono.
C’è da scoprire come ogni fine agosto i volti nuovi. In tenuta gialla il Chievo. Coppa Italia (per i giovanotti la Tim Cup), 1-0 e si va avanti. Non ho una gran memoria per date, allenatori, giocatori e bla bla…ma se non sbaglio doveva essere la stagione ‘98/99. E forse in panchina Mancano. Forse.
Sono pieno di amici Gobbi, che puntualmente ad ogni sconfitta mi fanno la telefonata dal profondo Nord. Uno dei miei migliori amici è interista ed è uno di quelli che si fa sentire sempre. Immaginate per una retrocessione in C. In terza media, la mattina alle 8 ritagliò un articolo della Rosa e me lo portò a scuola: “Shalimov all’Inter” Litigammo. Di brutto.
Il Foggia parte bene. Grande, veloce. 4-3-3. Diciamo che all’epoca ci poteva stare. Oggi no. Oggi voglio un 5 (possibilmente 6)-3-2.
Ricordo tal Volturno, forse uno di quei giocatori del nostro vivaio. Bel giocatore, farà strada. Mancino, partiva da destra, si accentrava e tirava di sinistro. Aveva la botta.
Credò finì 1-1 e passò il Chievo. Ma sugli spalti si era contenti, avevamo giocato bene e poi i veneti erano squadra di categoria superiore.
A fine partita inviai un sms al mio amico interista: “CON UN FOGGIA COSI’ SI TORNA SUBITO IN B!!!”
Volete ancora il mio punto più basso?
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